• Baende Giulia Bolingo

Claudia Cesari e la maestria artigianale


Visita della Maison Fendi per Les Journées Particulieres


Vi presentiamo Claudia Cesari, protagonista, oggi, del nostro settimanale The Weekly Fashion Survey. Designer dalla grande generosità che ha saputo condividere in modo semplice il suo percorso di crescita,le sue vittorie e le sue aspirazioni future.


Claudia Cesari si forma all'accademia di Belle Arti di Frosinone, luogo che abbiamo potuto scoprire con le numerose storie di successo di cui vi abbiamo parlato. Successivamente intraprende un corso di alta sartoria Massoli, istituto che assieme a IME e la Maison Fendi mira a formare sarti e sarte professioniste, ponte tra istituzione e mondo del lavoro che le ha permesso di intraprendere uno stage nella casa di moda Fendi a Roma.


Chi sceglie di intraprendere percorsi formativi come la moda sceglie di fare della creatività il proprio mestiere. Cosa significa per Lei essere un creativo?

Esplorare. Conoscere e sperimentare per dare vita alle idee. Il creativo da forma al suo pensiero artistico, si libera della sua maestria per esaltare gli aspetti originali del suo prodotto, portandoli al limite per lasciare un segno indelebile. Quando si lavora in una casa di moda il concetto di creatività è più complesso, Il creativo infatti non si sofferma sull’inventiva artistica ma la utilizza come elemento aggiuntivo per rendere unico il prodotto, senza mai dimenticare la necessità di soddisfare i bisogni del mercato, poiché il fine di ogni collezione è la vendita.


Simmel affermava che “La moda […] ha il fascino caratteristico di un confine, di un inizio e di una fine contemporanei”, cosa rappresenta la moda per Lei?

La moda è legata al concetto del tempo, di dinamicità e di cambiamento. È comunicazione e interpretazione del modo, motivo per il quale si rielabora continuamente acquisendo caratteristiche diverse, in merito alla necessità di elaborare le nuove sollecitazioni. La moda è un mondo meraviglioso, fatto di ricerca, sperimentazione che si traducono in colori, tessuti, stampe, modelli, forme e tanto altro.


Quali sono stati i suoi successi più importanti?

Lavorare per Fendi. Il mondo della moda non è semplice, ma io nella casa di moda romana ho avuto la possibilità di affiancarmi a maestri artigiani. È stata un’esperienza bellissima ed è incredibile quanto il loro operato rappresenti un bene prezioso. Il movimento delle loro mani, precise, sapienti e meticolose che con professionalità creano prodotti unici.

Al loro fianco ho imparato tantissimo. La soddisfazione è tanta soprattutto quando vedi sfilare in passerella i capi realizzati con cura.


Quali sono le sfide più grandi da affrontare in un brand di moda come Fendi?

Le sfide sono tante. Ogni collezione è unica, e per ognuna di esse si esplora un mondo nuovo. Si sperimentano nuove tecniche, nuovi materiali, modelli e tessuti. È importante essere continuamente aggiornati per non farsi mai trovare impreparati. È dunque indispensabile essere in grado di lavorare in gruppo, saper andare d'accordo per gestire ogni imprevisto e soprattutto trovare soluzioni alternative in tempi brevi, e questo non è affatto semplice.


Alessandro Michele ha da poco annunciato di volersi svincolare dal cordone ombelicale di una moda che vive a ritmi frenetici, indubbia è la sua volontà di “restituire giustizia al tempo del creativo” così come afferma lui stesso. Sarà dunque interessante scoprire cosa accadrà. In che modo credi che questa piaga influenzerà il sistema moda?

Come sappiamo l'emergenza Covid ha portato la moda a rallentare il passo. Sicuramente le nostre vite cambieranno, cosi come le nostre necessità e tutto ciò si rifletterà nel sistema moda, che sta abbracciando un’ideologia più sostenibile. Si dirà basta al consumo eccessivo e al ricambio a ritmo accelerato. Questa attesa ci ha dato la possibilità di guardare criticamente la realtà e sono sicura che passata la piaga tutto ciò cambierà. Si affronterà il tema della sovrapproduzione, si rifletterà sullo spreco di questo settore che dovrà svincolarsi dai ritmi frenetici per una maggiore attenzione alla tradizione artigianale, alla sartorialità e alla manualità. Il momento che stiamo attraversando non è semplice, anzi è molto complicato ma tutto ciò porterà la moda a migliorarsi.


In una lettera al WWD Women’s Wear Daily, Armani scrive che il “declino della moda è iniziato quando il segmento del lusso ha adottato i metodi operativi della moda veloce”, che cambiamenti vorresti vedere nel settore?

È indubbio che la moda scandisce il tempo a ritmi troppo veloci, auspicando a un soddisfacimento istantaneo delle richieste dei clienti. Gli stessi stilisti subiscono pressioni e si ritrovano durante l'anno a disegnare molte collezioni per presentare idee sempre nuove in tempi molto ristretti. Il lavoro artigianale al contrario richiede tempo ed impegno per un buon risultato, quindi sarebbe bello rilanciare un modo di produrre più lento, per valorizzare la manualità e la creatività. Ci dovrebbe essere inoltre maggiore consapevolezza da parte del consumatore che dovrebbe acquistare pochi prodotti ma di buona qualità.


Quali sono i tuoi piani per il futuro?

Per conoscere il mestiere è importante una pratica costante e io ho molto da imparare. Nel mio futuro spero vivamente di incontrare altri artigiani, di continuare a lavorare nelle case di moda perché sono alla ricerca del confronto, ingrediente indispensabile per migliorare.



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Baende Giulia Bolingo, Zaiina

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