• Monia Lubrani

CoVid19, da Gucci a Balenciaga pioggia di dollari per la ricerca

Aggiornato il: 8 mag 2020



Se da un lato le fashion industries si occupano di marketing, dall’altro c’è chi, spaventato dal pericolo Coronavirus, tenta di rendersi utile al Paese. La sanità italiana lancia un grido d’aiuto, i posti letto sono pochi, i pazienti troppi e le materie prime scarseggiano. L’allarme è presto raccolto dal mondo della moda che si mobilita a scopi benefici. Dopo numerosi post sui social, stories e video propagandistici dei vip sulla gravità dell’emergenza virus, partono campagne per la raccolta di contributi economici, ben più efficaci nel salvare vite del numero di like.



Money Money

È la celeberrima coppia Ferragnez a lanciare sui social l’iniziativa di crowdfunding a sostegno della terapia intensiva dell’ospedale San Raffaele di Milano, alla quale contribuiscono per primi versando 100.000 euro. Numerosi influencer e personaggi dello spettacolo li seguono a ruota, sponsorizzando a loro volta l’idea sui propri social. Niente di meglio per coinvolgere il largo pubblico e raggiungere in breve donazioni per più di 3.500.000 euro. Come il virus anche la regalia diventa contagiosa e i contributi si moltiplicano.



Vengo anch'io

Ad usufruire di 1.250.000 euro donati dal gruppo Armani sono gli ospedali Luigi Sacco e San Raffaele di Milano, l’istituto tumori di Milano, l’Istituto Nazionale malattie infettive Lazzaro Spallanzani di Roma e la protezione civile. Dolce&Gabbana, mossi, come dichiarano, dal “dovere morale”, offrono supporto economico alle ricerche scientifiche sul coronavirus condotte dalla Humanitas University e dall’Università San Raffaele. Il gruppo LVMH, multinazionale che comprende circa 76 brand di moda, dona 2.300.000 dollari alla ricerca. Bulgari versa un cospicuo obolo allo Spallanzani per l’acquisto di un sistema di acquisizione immagini microscopiche all’avanguardia.



Solidarietà virale

Il gruppo Kering, che comprende YSL, Gucci, Balenciaga, Alexander McQueen, Bottega Veneta e Stella McCartney, versa 1.000.000 di dollari. Manila Grace sostiene l’ospedale Luigi Sacco devolvendo 5 euro per ogni scontrino battuto nel mese di marzo. A cedere una percentuale sulla quota degli incassi sono Yamamay e Carpisa. Elisabetta Franchi, fondatrice dell’omonimo brand, ha annunciato ieri sera che da oggi avvierà una raccolta fondi per gli ospedali dell’ Emilia Romagna.



Distopie 3.0

Se le cifre siano proporzionate ai conti bancari, prodotto di presenzialismo o pubblicitario, conta poco, l’importante è che tutto il fermento in atto possa concretamente aiutare nella lotta contro il tempo per combattere il Covid-19, ospite inatteso di questo distopico 2020. L’auspicio è che la ricerca ed il settore della sanità più debole e mortificato, ora trend topic per l’emergenza, tornino nelle priorità del riassetto di un sistema poco lungimirante.

126 visualizzazioni0 commenti

Post recenti

Mostra tutti

Hmong bookmark