• Beatrice Loconte

Hmong bookmark

Aggiornato il: 22 dic 2020

La Cina, paese ricco di tradizioni e misteri, amato e venerato da Marco Polo nel suo Milione, da secoli attira l'uomo occidentale, che oggi più che mai vorrebbe percorrere la Via della Seta e raggiungere la città proibita, ammirando i mandorli in fiore, le risaie a terrazze e i templi buddisti.

E’ da questo continente che provengono i Hmong, termine che nella loro omonima lingua è tradotto con “libero”, senza nessun'altra traduzione riconosciuta in lingua cinese.

Nomade e ribelle, è una minoranza etnica, che a causa delle tante guerre e delle crudeli persecuzioni, arriva in Laos, Vietman, Cambogia, raggiungendo anche gli Stati Uniti. Gli spostamenti dei Hmong hanno portato alla suddivisione in gruppi, ognuno con un nome diverso coniato in base alle usanze, alle credenze e alle attività lavorative nel territorio occupato. I Hmong 'dal corno lungo' (provincia di Guizhou) riconoscibili dal copricapo a forma di corno, realizzato interamente in lana seguendo un processo lungo e dettagliato, riprende i corni dei buoi e dei bufali, animali venerati dalla popolazione, dedita alla vita agricola. I Hmong 'neri' famosi per la coltivazione del lino, considerato un tramite tra gli spiriti dei morti e gli antenati. Ogni anno la corteccia degli alberi di lino viene trasformata in piccoli fili annodati magicamente tra loro, usati per ricamare o nascosti in mezzo alla trama e l'ordito dei tessuti impiegati per la confezione degli abiti.

Una giovane ragazza che indossa un abito cucito alla perfezione ha più probabilità di trovare marito e vuole apparire elegante anche durante il lavoro nei campi con i suoi vestiti più belli e colorati. Tra questi la meravigliosa gonna dalle mille pieghe, ispirata alla foglia aperta di latania e realizzata attraverso la sovrapposizione di strati di tessuto di colore diverso. Il primo strato ha il colore identificativo del popolo Hmong appartenente, il secondo è arricchito con la stampa batik e con motivi ricamati, il terzo presenta dei ricami a punto croce o geometrici di colori sgargianti e la fine della gonna è orlata con una striscia di tessuto. Ogni abito e manufatto è ricamato con simbologie che diventano tramite per comunicare con l’aldilà. Il simbolo della montagna raffigura la patria e la forza; la spirale o la lumaca indicano lo spirito maligno che abbandona un individuo.

La tecnica di ricamo più conosciuta è la Paj Ntaub, tradotto con 'tela di fiori', alternata all'utilizzo della stampa batik.

In passato i Hmong, proibiti di comunicare con la loro lingua ufficiale, usarono il ricamo come scrittura illustrativa, dalle scene di vita quotidiana nei villaggi a quelle dolorose delle guerre. E' una trama nella trama, conosciuta come story cloth, di grande importanza per gli studi antropologici.

Un esempio di story cloth: un focus su arazzi ricamati, che raccontano la brutale invasione delle truppe militari in un villaggio Hmong, durante la guerra segreta in Laos.



Questo meraviglioso e colorato popolo preserva la sua autentica cultura e il suo vocabolario simbolico dalla minaccia dello sviluppo tecnologico, sempre più rapido.

I loro manufatti e abiti realizzati a mano sono sempre più richiesti dal mercato e rischiano di scomparire, non permettendo di tramandare di famiglia in famiglia le tecniche e i segreti di ricamo e confezione.



Beatrice Loconte, Wiredoll

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