• Martina Patella

Il Premier e quel fazzoletto da taschino

Aggiornato il: 8 mag 2020

C’è chi sarà ricordato per l’orologio sul polsino, chi per le iniziali ricamate sulla camicia e chi per il Panama bianco. Il nostro Presidente del Consiglio si distingue per l’uso della pochette. Nelle continue conferenze e dirette a reti unificate o via Facebook, Conte non trascura quel piccolo dettaglio civettuolo: un fazzoletto da taschino che cambia in ogni occasione. Di seta, lino o cotone la pochette è un oggetto antico, già in uso nelle corti francesi settecentesche. I re sceglievano il fazzoletto secondo l’umore della giornata e la tinta dell’abito, lasciandolo ricadere a cascata dalla tasca. Il premier Giuseppe Conte, indossa la pochette nel rispetto di una tradizione più moderna, quella napoletana.



Piega e ripiega il suo piccolo foulard approvato pure da Maurizio Marinella, terza generazione di sarti di cravatte più amate dai politici. Tridentate come quelle viste al Senato, a quattro punte come quelle del G7 di Biarritz, o lisce, il Premier non riesce proprio a fare a meno di questo particolare.



«Per la resa perfetta di questo accessorio l'importante è che sia rigorosamente in tinta unita, misuri 33 cm x 33 e che sia di lino, battista o in misto lino e cotone perché la seta non tiene» spiega Marinella «e Giuseppe Conte è sempre attento a rispettare queste piccole regole di eleganza».



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