• Annina Moffa

Il tempo sospeso

Aggiornato il: 8 mag 2020

La pausa forzata ci impone di ripensare al nostro rapporto col tempo, qualunque sia la sua complessa definizione. Nulla è più misterioso e fugace di lui, che si muove verso un’unica direzione ignota e che ci accompagna dalla nascita alla morte, senza fermarsi mai.

«La mente è eterna in quanto concepisce le cose sotto il concetto di Eternità» spiega Schopenhauer «La vita umana è come un pendolo che oscilla incessantemente tra il dolore e la noia, passando per l'intervallo fugace, e per di più illusorio, del piacere e della gioia» conclude. Il senso del tempo è scandito da ciò che accade intorno a noi. Come non esiste ciò che definiamo colore senza l’occhio che lo percepisce, così un’istante, un'ora, un giorno sono indistinguibili senza gli avvenimenti che li creano.



Il tempo è il nostro più acerrimo nemico. La velocità è efficienza, è ottimizzare produzione e obiettivi. È così esponenziale da superare la luce. La velocità oggi è istantanea, con la rete a sublimarne l’essenza. Intrappolati nell’eterno presente della postmodernità, invecchiamo solo noi in un tempo che sembra godere di giovinezza eterna, come accadeva in Mr. Nobody di Jaco Van Dormael. Da quando il Covid-19 ci ha immobilizzato in casa, il tempo sembra sospeso.



Le giornate si assomigliano tutte, siamo in uno di quei film hollywoodiani dove gli eventi si ripetono in loop, in un mito greco dove una forza della sera azzera il lavoro del giorno. Prigionieri di un paradosso, come le vittime di un errore giudiziario. Siamo Joseph K. nel Processo di Franz Kafka, siamo il giovane Gregor che si sveglia come un goffo bacarozzo e non sa come rimettersi in piedi nelle Metamorfosi.



La frustrazione regola le nostre vite. Ci servirà ad apprezzare e meglio impiegare la nostra libertà, quando si tornerà alla vita normale e al tempo del divenire.

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