• Sofia Sarie

La Naba protagonista di AltaRoma

Aggiornato il: 8 mag 2020


La colonna sonora dello show, firmato dalla Naba, stravolge il tono sommesso dell’ultima edizione di Altaroma Altamoda. Scenografie virtuali e filmati fashion sono la scenografia originale delle passerelle dei designer emergenti, i migliori studenti della Nuova Accademia di Belle Arti di Roma. Giacomo Baraldi con la sua collezione Indaxive catapulta gli spettatori nello spazio e lancia il suo guanto di sfida ai canoni imposti dalla moda: in passerella sfila un nano. I visi sono protetti da un passamontagna e i piumini fluorescenti in vinile con cappuccio e grandi tasche, prendono il nome da sei pianeti del sistema solare.



Xin Lin, in trasferta italiana dalla Cina, arricchisce i suoi abiti con stampe astratte colorate. Accostando tessuti d'alta moda con lo sportwear dona alla collezione un allure romantica e giovanile.



Eva Fiorucci, con la sua collezione Vecchie bambine, crea mini-dress, bluse e pantaloni dai colori pastello. Grandi colletti ricamati da perle arricchiscono camicie con stampe all over mentre il capo-must è un gilet smanicato dalle stampe floreali con foto di famiglia.



Lorenzo Seghezzi, scenografo e fashion designer lancia per la sua sfilata lo slogan Queer Revolution. Appoggia la causa LGBTQ e crea abiti genderless, unendo tessuti tecnici a quelli più leggeri.



The Empty Screen of Life, la collezione di Manuel Capozzi, si ispira al lavoro dell’artista contemporaneo Federico Clapis e indaga il tema della maternità e della famiglia, coinvolgendo nel progetto anche l’albero genealogico della sua. Scivolano in passerella abiti lunghi bianchi, body e salopette con stampe di feti umani.


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