• Baende Giulia Bolingo

Portfolio Review: 3 segreti per conquistare i fashion recruiter

Aggiornato il: 8 mag 2020

Consigli e segreti di un esperto per conquistare le HR al primo colloquio


Di Giulia Baende Bolingo


Questo articolo rimasto nel cassetto per qualche mese, riletto oggi sembra profetico.

Riporto di seguito quanto Simonetta Gianfelici ha raccontato nel fuorionda dopo l'intervista per rispondere a un tema che interessa molti giovani designer. Altamoda 2020. Tra i nomi della moda a presidiare alla revisione di portfoli per Who in on next? Simonetta Gianfelici, Fashion Consultant & Talent Scout. Il progetto, di cui lei è responsabile, è rivolto a fashion designer, studenti di scuole e università e giovani stilisti.


Con l'avvento dell’era digitale, è pratica diffusa tra i giovani designer attirare l’attenzione condividendo idee e progetti sui propri profili social. Ma sono questi i luoghi seguiti dai recruiter di moda? Simonetta Gianfelici, in una lunga intervista con noi di Webaporter.online, analizza meglio il fenomeno e l'impatto dei social media sulla nascita delle nuove personalità della moda.


Negli anni 80 il mondo sembrava già saturo di immagini, tanto che molti artisti concettuali si appropriavano anche di opere altrui optando per un’arte citazionista come Barbara Kruger e Sherrie Levine. Il processo di saturazione era iniziato già negli anni 60, quando lo spazio pubblico e privato si era progressivamente riempito di cartelloni pubblicitari, depliant e volantini.


A oltre cinquant’anni, la rete virtuale ha moltiplicato in modo esponenziale la possibilità di interazione con il pubblico. Nè sono più solo le grandi imprese a poter accedere a questi canali, che invece, in una diffusione più democratico del media, sono alla portata di tutti. Ogni giorno. Ecco dunque un florilegio di contenuti condivisi.

Ognuno di noi costruisce la propria presenza nel mondo attraverso Instagram, Facebook, YouTube, Linkedin, Twitter, il mondo del personal blogging, strumenti ormai correlati tra di loro -vedi Dolly Parton Challenge – senza i quali quasi non esisteremmo. «Le piattaforme online diventano di conseguenza un luogo ideale di lancio e promozione anche per disegni e collezioni di giovani designer sconosciuti, con una tendenza in costante crescita» spiega la Gianfelici.


I recruiter sempre alla ricerca di nuovi talenti tengono nel loro radar blog e profili per individuare il più adatto ad esplodere. Simonetta Gianfelici tuttavia ridimensiona e ricontestualizza l’eventualità. «All’inizio, sarà anche per la novità del mezzo, su queste piattaforme era facile incorrere in personalità originali. Ma con la possibilità di interagire tutti, tutti insieme e ovunque, cioè con la globalizzazione, il rischio è l’appiattimento e la perdita della propria identità antropologica. In questo scenario la diversità è sacrificata sull’altare dell’omologazione. La società dell’apparenza annulla le differenze tra gli individui, è diventato più difficile, tra selfie e foto di drink, trovare giovani che si fanno ispirare dall'arte, dalla musica, dalla storia o dall'architettura e che si esprimono rielaborando il mondo che li circonda.


Immagini fortemente ispirate ai modelli che la società propone riempiono i profili online, tutte uguali, amorfo riflesso di una realtà comune a tutti ma che non appartiene a nessuno. I mass media veicolano stereotipi maschili e femminili per il quale si rielabora la propria persona in nome dell'omologazione. Condivisione è il termine chiave. L'importante è condividere ed arrivare a un pubblico più vasto possibile» -continua Simonetta.


Cosa c'è dietro un post? Cosa raccontano le immagini? Sono la sintesi dell’essenza del creativo? Si chiedono i recluter, cercando l'originalità. La generazione dei nuovi designer sta crescendo in un mondo digitalizzato dove condividere la propria creatività è il gesto più normale. «Basta foto di piatti del ristorante o del moscow mule del sabato al bar modificate coll’ultimo filtro di Instagram. Il world wide web ha aperto un portale di conoscenza che offre la possibilità di rimanere costantemente aggiornati. Sembra mesozoico l’era in cui in cui per conoscere luoghi remoti serviva consultare enciclopedie polverose di migliaia di pagine in sottili fogli di riso. Ora tutto è immediato, alla portata di un click c’è anche l’universo della teoria delle stringhe. Un mondo tuttavia virtuale» - afferma la Talent Scout.


Riscoprire il piccolo mondo quotidiano, potrebbe arricchire il mondo. L’autenticità della vicina opulenta coi baffi e i bigodini, del pensionato all’edicola, del vicino sull’autobus -quando non isolato dai suoi earpods- potrebbe rivelare insoliti stimoli e riflessioni. «I social possono essere un mezzo decisivo per lanciare gli esordienti e diffondere la loro arte nel mondo. Ma, anche nel mondo globalizzato, l’originalità e lo spessore restano il più alto valore di scambio. Per riuscire a sfondare nel mondo competitivo del fashion è necessario distinguersi. Di multipli è pieno il mondo, ma di unici ce ne sono, come in ogni epoca, davvero pochi» - conclude la Gianfelici.

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