• Annina Moffa

Sorridere dietro una maschera

Aggiornato il: 8 mag 2020

I buoni propositi per l’anno 2020, si sono infranti sullo scoglio del Covid-19. Arrivato in un paese già fragile, ha reso il futuro ancor più nebbioso di prima. Le priorità del resto sono cambiate. O forse sono sempre state le stesse, ma noi, nell’opulenza del momento, tra velleità illusorie ed egocentrismo sociale ci eravamo dimenticati che in cima a tutto c’è la salute. Come possiamo riscontrare il virus non è solo umano, perché ha invaso anche la rete, appestata come mai di bufale, fake news, e teorie della cospirazione formulate da opinionisti tuttologi e predicatori di vuoto pneumatico. Il massimo lusso è l’ora d’aria per una pipì del cane, se si aveva la fortuna di possederne uno già prima dell’emergenza, l’uscita per la spesa o per le medicine.



In tutti i casi comunque obbligatoria la mascherina. E visto che erano sold out già un mese prima che la situazione si manifestasse in tutta la sua gravità, i prezzi di quelle rimaste disponibili in commercio sono schizzati alle stelle. Il mondo della moda, le aveva spinte sul mercato, ma senza successo, in tempi recenti ed ora coglie la palla al balzo per riprovarci. Grazie all’appoggio di celebrities come Billie Eilish che ai Grammi Awards 2020, si è presentata con quella di Gucci, in tulle nero e doppia G di Cristallo.



Off White, Louis Vuitton, Marcel Brulon ne propongono tutte una propria versione, mentre quella di Fendi è stata vendutissima nonostante il prezzo di 190 euro. La mascherina non è soltanto presidio medico. Il rapper Junior Cally ne ha fatto il suo feticcio preferito e ne ha cambiata una per ogni red carpet, mentre per Miss Keta l’anonimato della mascherina significherebbe libertà.



E se in Oriente, per ragioni socio-antropologiche, l’uso della maschera è molto diffuso, l’introduzione di questo accessorio nella cultura occidentale fa difficoltà ad affermarsi. In una società che punta sulla personalità, annientare i caratteri distintivi dell’individuo, coprendone il volto, è contrario ai principi.


La mascherina però è anche un filtro. Mentre, tra tutorial, chirurgia e ritocchi digitali, l’immagine e l’estetica sono una ossessione condivisa tra i più, per la legge del contrappasso qualcuno preferisce cancellare i volti. Di fronte al sadismo di certi interventi ricostruttivi o correttivi, esposti ai quattro venti nella tv spazzatura, cosa è peggio? I dati, provenienti dall’International Society of Aesthetic Plastic Surgery, stimano che solo nel 2011 in Italia sono stati effettuate più di 820.000 operazioni, circa 13 ogni mille persone.



La mascherina, al contrario è un intervento momentaneo. Stampata con dettagli anatomici potrebbe sembrare più amichevole e spiritosa. Labbra carnose o sorriso hollywoodiano? Se ne potrebbe cambiare una al giorno, secondo l’umore, e saziare la voglia di cambiare i connotati senza spese folli, dolore e rischio di rigetto. E se è vero che modificare i propri connotati, secondo le leggi della fisiognomica, altera anche la propria personalità, grazie alla mascherina potremmo conservare intatta almeno quella…


96 visualizzazioni0 commenti

Post recenti

Mostra tutti

Hmong bookmark