• Sara Piacentino

L'usato ai tempi del Coronavirus

Aggiornato il: 8 mag 2020

Non c’è discriminazione per le “pulci” dei mercatini, che provengano dal Nord, dal Sud o dall’ estero, hanno tutte paura. Decise a non farsi più vedere per un pò hanno determinato la sospensione di tutti i mercatini d’Italia, non solo per le province più a rischio, ma per tutto il territorio Nazionale. Nel mercato settimanale dell’hinterland frusinate già prima che fosse imposta la sospensione in vigore da sabato 7 marzo, il sospetto del virus si era insinuato al punto da svuotare le strade di solito affollatissime.



Considerato luogo di svago e spaccio economico di capi da collezione, il mercato dell’usato sta subendo un arresto molto più che un rallentamento. Anche gli habituet desistono dalla compulsione della tanto desiderata visita settimanale, con la frustrazione di perdere il pezzo da collezione della loro vita. “Noi fermi, supermercati pieni”, protestano gli ambulanti. Non si spiegano come mai alcune amministrazioni hanno deciso di impedire lo svolgimento dei mercati senza prendere alcun provvedimento sulla grande distribuzione che comunque aggrega grandi masse. Il risultato è che comunque i supermercati sono stracolmi, con file di gente alla casse in luoghi chiusi dove spesso la distanza di sicurezza non è rispettata, mentre le conseguenze le hanno subite soprattutto le attività all’aperto che paradossalmente dovrebbero essere più sicure delle altre.




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