• Martina Patella

Ode al Campari, ai peli e a Stanley Kubrick

Aggiornato il: 8 mag 2020

Siamo in piena emergenza sanitaria e la Cina insegna che questa reclusione forzata, se ben fatta, darà i suoi frutti. Sebbene le necessità primarie sono assicurate dallo Stato (alimenti, assistenza medica, farmaci…) c’è qualcosa che fa davvero perdere le staffe al cittadino medio: la sottrazione della sua quotidianità. Quello che manca all’italiano tanto da farlo entrare in piena crisi d’astinenza, ebbene sì è … l’aperitivo, o ape come si dice a Bologna.


Ah, sospirato Campari che accompagni da cent’anni le serate al bar, cosa daremmo per sorseggiarti? Succoso Spritz che arrivi con le patatine, le olivette e i salatini, quanto ci manchi. Incomprensibile oggi più che mai la banana salutista di Cattelan: al suo posto apprezzeremmo molto di più quel calice aranciato strabordante di ghiaccio con due cannucce nere galleggianti. Quello, sì, che lo pagheremmo 120mila dollari!



E se è vero che donna baffuta sempre piaciuta, quella sadica dell’estetista è l’altra di cui davvero è difficile fare a meno. È qui che Sophia Loren, Madonna e le altre celebrity visionarie si prendono la loro rivincita e vengono rivalutate dalle più scettiche. Ritornerà davvero la moda cespuglio? Staremo a vedere.



Se da una parte l’introduzione repentina del decreto #iorestoacasa ha diviso genitori dai figli, fratelli da sorelle e zii dai nonni, dall’altra c’è chi invece vede riunito il suo nucleo familiare in maniera piuttosto insolita. La fibrillazione iniziale dovuta all’eccezionalità della situazione sta lasciando progressivamente spazio alla noia, alla frustrazione e all’irascibilità. La vicinanza ai propri cari non sempre significa vita felice. Speriamo solo che questa parentesi si concluda prima di trasformarci in assassini alla Shining.


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